Alessandro Barbero

Lectio magistralis dal titolo: "Memoria vs Storia: due false amiche"

06/04/2018 - 19:00
Teatro

Alessandro Barbero è un professore di Storia medievale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università del Piemonte Orientale. La sua specialità è appunto la storia medievale e la storia militare, ma sa allargarsi con facilità a molti altri periodi storici.  Autore prolifico di narrativa e di saggistica, ha vinto nel 1996 il Premio Strega con Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle gentiluomo, tradotto in sette lingue. Dal 2007 tiene con Piero Angela la rubrica tv Dietro le quinte della Storia a Superquark e collabora con Rai Storia. Forse è proprio la sua frequentazione col linguaggio televisivo ad aver fatto di lui il più antiaccademico degli accademici o forse è proprio questa sua dote comunicativa ad avergli aperto con naturalezza le porte della tv. Fatto sta che Barbero è diventato un compagno abituale dei telespettatori perché riesce a semplificare argomenti complessi e a comunicarne tutto l’interesse.

A Fontanafredda terrà una lectio magistrale incentrata sul metodo per capire con precisione i confini tra i concetti di “storia” e quello di “memoria”, due falsi amici che occorre non confondere. Il rischio incombe soprattutto là dove si parla di storia recente. Di fronte a pagine controverse della nostra storia recente, infatti, capita spesso di ascoltare pubblici appelli a una memoria condivisa. E la memoria è la cifra con cui si rievocano momenti cruciali del passato, soprattutto in occasione di centenari, come sta accadendo in questi anni, in tutta Europa, con gli anniversari della Grande Guerra. Guai, però, a confondere la memoria con la storia. La memoria, per definizione, è di parte: non solo la memoria individuale, ma anche la memoria collettiva, che è sempre patrimonio di una famiglia, di un gruppo, di una regione, e non può essere condivisa. La memoria è irrazionale, ignora il contesto, nega le ragioni degli altri. Non va rimossa, perché è una componente importante dell'identità, ma, appunto, non va confusa con la storia – ed è fondamentale che la storia intervenga a controbilanciarla. La storia è il contrario della memoria: considera tutti i punti di vista, abbraccia tutti gli attori, inquadra gli episodi nel contesto, permette di andare al di là del punto di vista individuale, fa capire il senso del passato, non si limita a ricordarlo. La storia, quella sì, può e deve essere condivisa, per dare un senso alla memoria, e anche per segnalarne i limiti.