Carlo Calenda

Lectio magistralisa dal titolo: "Orizzonti Selvaggi - capire la paura e ritrovare il coraggio".

15/02/2019 - 19:00
Teatro

Orizzonti selvaggi è il titolo del suo ultimo libro uscito con Feltrinelli ed è anche una riflessione sulla crisi dell’Occidente e una proposta radicale per un nuovo pensiero progressista.
Il punto di partenza della riflessione di Calenda è la constatazione di quante certezze per le ultime generazioni si siano sgretolate, di quanto si sia fatta avanti la paura del futuro e il pensiero che il presente sia caratterizzato da forti ingiustizie. Se una delle cause di questi sentimenti diffusi va certamente cercata nella velocità delle trasformazioni tecnologiche ed economiche, che per la prima volta ha superato la capacità della società di adattarvisi, non si può esimere da questa responsabilità anche la classe dirigente che, arrendendosi davanti alla rapidità del cambiamento, ha rinunciato a governarlo, rompendo così la relazione di fiducia con i cittadini. Carlo Calenda, a 4 mesi dalla sconfitta elettorale non ha remore a fare con onestà il “Mea Culpa”.
La sfida per i progressisti, ci dice Calenda, non è esorcizzare la paura con gli slogan, ma comprenderla e affrontarla mettendo in campo un progetto per una democrazia che abbia l’obiettivo di tutelare i diritti e le libertà e di potenziare l’uomo e la società, anche attraverso l’azione di uno Stato capace di proteggere gli sconfitti e gestire le trasformazioni. Perché quella che è iniziata è una battaglia per la democrazia, e i progressisti la stanno perdendo per mancanza di visione, progetti e iniziativa politica. 

Immergersi nelle inquietudini e definire i contorni dei nostri orizzonti selvaggi è il primo passo per ricostruire un pensiero politico credibile, capace di coinvolgere e mobilitare i cittadini. Perché “la paura ci accompagna sempre. In qualunque epoca, in qualsiasi mare. Capirla e dominarla è lo spirito del progresso. E il progresso è lo spirito dell’uomo”.

Carlo Calenda è stato Ministro per lo Sviluppo Economico con Renzi, prima e con Gentiloni poi e a lui si deve l’ossatura fondamentale dell’accordo sull’ILVA di Taranto che poi ha concluso Di Maio. E’ figlio della regista Cristina Comencini e diretto dal nonno Luigi Comencini è stato lo scolaro protagonista dello sceneggiato “Cuore”. Poi la sua strada ha preso percorsi differenti, si è laureato in Giurisprudenza per approdare in Ferrari e a Sky.

Calenda si definisce passionale («Vedo le cose bianche o nere e quando esprimo un’opinione tendo a essere arrogante, però credo fermamente nella passione») e nemico del cinismo («Un certo cinismo, quello degli intellettuali che con disincanto dicono “tanto la politica è immutabile”, non mi appartiene. È lo stesso snobismo che spingeva Gianni Agnelli ad affermare che l’amore fosse una cosa per cameriere. Una frase detestabile»).

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