Carlo Freccero

“Televisione fata e strega”

22/11/2019 - 19:00
Teatro

“Televisione fata e strega” è il titolo di un libricino che Carlo Freccero ha da poco dato alle stampe per le edizioni del Gruppo Abele di Don Luigi Ciotti. È il racconto in forma di dialogo, pungente e caustico, come è nel suo stile, dell’evoluzione della televisione: dagli sceneggiati in bianco e nero e dal maestro Manzi alla crisi della TV generalista con i format internazionali e i reality. Proprio da questo libricino partirà dunque la lectio che Carlo Freccero, autore televisivo, scrittore, giornalista, professore e visionario terrà alla nostra Fondazione. Ma il discorso si allargherà inevitabilmente al panorama nazionale,  sociale e politico del quale la TV, ieri come oggi, finisce per essere specchio più o meno deformato. La televisione nasce quando erano ancora vive e vegete le ideologie, continua ancora oggi che siamo diventati una società “liquida”, sia pur soffocata dalla concorrenza della rete.

Per raccontare Carlo Freccero ci vorrebbe un romanzo. Esperto di comunicazione, ha tessuto le trame di una vita lavorativa e privata ricca di successi. Nato a Savona nel 1947 sotto il segno del Leone, ha una laurea in Pedagogia e Filosofia, ma la sua vita si è svolta tutta nell’ambito della televisione. 
Sul finire degli anni ’70 ha esordito in Fininvest, assumendo la direzione dei palinsesti di Canale 5 e Italia 1. Poi Silvio Berlusconi lo ha voluto in testa a La Cinq, emittente francese in cui è stato direttore nel 1986, e dopo un passaggio al timone di Italia 1, approda a Raiuno, in veste di consulente. È tutto? Non proprio, perché nel 1994 è passato al ruolo di responsabile della programmazione dei canali d’oltralpe France 2 e France 3.

Nel 1996 Freccero diventa il nuovo direttore di Rai 2, al posto di Gabriele La Porta e durante la sua direzione, la rete assume l'identità di rete giovane, sperimentale, alternativa e provocatoria. Lui è il motore titanico di questa rivoluzione. Tra i volti che hanno fatto parte della sua rete si ricordano Sabina, Corrado e Caterina Guzzanti, Serena Dandini, Gad Lerner, Daniele Luttazzi, Michele Santoro e Pietro Chiambretti. I programmi proposti dalla sua rete (Satyricon, Sciuscà, L’ottavo nano e Il raggio verde) durante la campagna elettorale del 2001 sono ritenuti scomodi da parte del centrodestra, Guidato dal suo ex amico Silvio Berlusconi, che nel 2002 pronuncia il famoso “Editto Bulgaro” che porta all’allontanamento dalle reti Rai di Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi.

Nel maggio del 2002 Freccero lascia dunque la direzione di Rai 2 a Antonio Marano, in quota alla Lega Nord. L'anno successivo viene allontanato da funzioni di responsabilità in RAI, ma tornerà a lavorarvi, seppure in un ruolo meno visibile, come autore della trasmissione televisiva cult Rockpolitik con Celentano (ottobre 2005).

Il 5 luglio 2007 diventa il nuovo presidente di RaiSat, carica che ricopre fino al 18 maggio 2010.

Dal 14 luglio 2008 Freccero è direttore del nuovo canale televisivo Rai 4 e lo resterà, non senza polemiche fino all’agosto 2013. Il 18 novembre 2009 va in onda lo spot di un nuovo programma, dal titolo Sugo, sessanta minuti di gusto e disgusto,  in cui Freccero è protagonista, insieme a due trans, di una scenetta irriverente, scatenando non poca polemica tra le compagini della Rai  e della politica. Ciò avviene nel pieno dello scandalo che ha colpito l'ex conduttore del TG2 Piero Marrazzo, al tempo Presidente della Regione Lazio. In una nota Freccero ha dichiarato: "Io relegato nello scantinato digitale della tv pubblica perché provocatorio e scomodo".

Il ritorno in Rai è del 2018, dopo 16 anni viene nominato di nuovo Direttore di Rai 2, una carica che accetta senza percepire alcuno stipendio e che gli mette sulle spalle un’impresa quasi disperata, quella di cercare di salvare un canale tv, ormai diventato fanalino di coda negli ascolti.

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