Ermal Meta

Lectio magistralis dal titolo: "Le strade della parola: in viaggio con Ermal Meta".

21/01/2019 - 19:00
Teatro

"Informatevi su tutto, aprite la mente, aprite gli occhi. Quello che leggiamo oggi non è informazione, è propaganda. Ci vogliono stupidi e ottusi, ci vogliono legno. Ribellatevi. Questa non è politica, questa è semplicemente civiltà"

Basta partire da questa sua dichiarazione pubblica, durante un incontro con i giovani di poco tempo fa, per capire quale bella persona sia Ermal Meta. Non solo l’autore di successo, il compositore felice di canzoni da hit parade (solo negli ultimi due anni 6 dischi di platino e 4 ori), il cantante da sold out vincitore di Sanremo, ma un uomo etico, impegnato, pensante, un uomo che non si tira indietro. E poi un profondo conoscitore della musica in tutti sensi e in tutte le sue declinazioni. Provate a chiedergli gli aneddoti più segreti della storia della musica rock o pop del ‘900, vi spiazzerà, perché li conosce tutti!

È con lui, con questo uomo e artista etico e curioso, che noi vogliamo parlare.  Ermal vuol dire “Vento di Montagna”. Figlio di un’importante violinista albanese con la quale è venuto in Italia, a Bari, a 13 anni, suona pianoforte e chitarra e ha un talento indiscutibile per la forma canzone. L’Italia è il suo paese, l’italiano la lingua nella quale ormai sogna e della quale conosce ogni sfumatura, ma non ha dimenticato l’Albania (“un Paese straordinario, per i luoghi e per le persone che ci vivono”). Nasce rockettaro, ed esordisce come chitarrista e cantante in due gruppi baresi: gli Ameba 4 e la Fame di Camilla, ma dopo lo scioglimento dei gruppi, Ermal intraprende un’intensa attività come autore, scrivendo canzoni per Emma, Francesco Renga, Marco Mengoni, Francesca Michelin, Giusy Ferreri, Lorenzo Fragola, Patty Pravo. Da sempre vive la musica come terreno di collaborazioni e di incontri e non come competizione.

Come solista e cantautore ha all’attivo 3 album: “Umano” (2016), “Vietato morire” (2017) e l’ultimo, “Non abbiamo armi” (2018) contenente anche la canzone vincitrice di Sanremo (in coppia con Fabrizio Moro), “Non mi avete fatto niente”.

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