Tito Boeri

Lectio magistralis dal titolo: "Populismo e stato sociale". 

11/04/2019 - 19:00
Teatro

Tito Boeri, 60 anni, era stato nominato alla guida dell’INPS dal governo Renzi alla fine del 2014. Il suo incarico si è concluso, per nulla in silenzio, il 16 febbraio 2019. È uno dei più celebri economisti italiani, specializzato in problematiche del lavoro e dello stato sociale, è stato professore di Economia del lavoro, ha svolto ricerca all’Università Bocconi, è stato presidente della fondazione Rodolfo Debenedetti, che promuove la ricerca nel campo del lavoro e del welfare, e ha svolto incarichi di ricerca o consulenza al Fondo Monetario Internazionale, alla Banca Mondiale, alla Commissione europea e all’OCSE.

Nei cinque anni della sua presidenza, Boeri ha guidato l’INPS in maniera energica. All’interno dell’istituto ha riformato pratiche e organizzazione, all’esterno si è scontrato spesso con i governi in carica: da quello dello stesso Renzi che lo aveva nominato, all’attuale guidato da Lega e Movimento 5 Stelle (Boeri, ad esempio, aveva criticato il decreto dignità e aveva detto che gli stranieri residenti in Italia sono fondamentali per il bilancio del suo ente).

Boeri ha sempre avuto a cuore l’indipendenza dell’INPS e la difesa del suo bilancio, opponendosi alla richiesta di maggiori spese senza coperture, come i numerosi interventi sulle pensioni realizzati da tutti i governi che si sono succeduti tra il 2014 ed oggi.

Alla fondazione, terrà una lezione che prenderà le mosse da uno dei suoi più recenti saggi, attualissimo, edito da Laterza: “Populismo e stato sociale”. L’affermazione del populismo -dice Boeri- è figlia della perdita di credibilità della classe dirigente e di uno stato sociale che non è in grado di proteggere ampi strati della popolazione dai cambiamenti indotti dalla globalizzazione e dal progresso tecnologico. Occorre dare risposte innovative, eliminando i trattamenti di favore di chi ha posizioni di potere e rendendo la protezione sociale più efficiente nel raggiungere chi ha davvero bisogno d’aiuto.

La democrazia diretta invocata dai populisti rischia di sfociare nella dittatura della maggioranza. Il peggiore nemico del populismo sono i corpi intermedi della cosiddetta società civile: associazioni, partiti, sindacati, autorità indipendenti, amministrazioni pubbliche. Una lucida analisi di una questione essenziale per il futuro del nostro mondo, e una proposta concreta sul tema dell’immigrazione.

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