25.03.2022

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25.Mar.2022 H: 19:00

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Giocare con le tette

Milena Bertolini è una donna dall’aspetto dolce, quasi fragile, ma è bene non farsi imbrogliare. Ha la scorza dura e tenace delle tante figlie della pianura emiliana. Basta osservarla a bordo campo. Ha l’atteggiamento assorto di chi riflette su come ottenere che la squadra migliori le sue giocate. È misurata nelle vittorie, perché di sicuro sta pensando: «Questa è andata, ma la prossima sarà più dura!». A lei si deve un traguardo storico, quello di aver fatto innamorare gli italiani del Calcio femminile (sono stati oltre 7 milioni gli spettatori in TV), arrivato inaspettatamente ai quarti di finale dei mondiali 2019, dopo 20 anni, e fermato solo dall’Olanda. Nuove tappe delle “ragazze mondiali” guidate sempre dalla Bertolini, sono state la recente qualificazione per gli Europei del 2022 e la corsa per la qualificazione ai prossimi mondiali del 2023.

Subentrata a Antonio Cabrini come allenatrice della nazionale femminile nell’estate 2017, Milena Bertolini, una vita dedicata allo sport, è stata anche l’unica donna, insieme a Carolina Morace, ad allenare una squadra maschile di serie A.

Nata a Correggio, 56 anni, è appassionata di sport da sempre. La sua carriera agonistica l’ha vista giocare in diverse formazioni, nel ruolo di difensore. È stata giocatrice a Prato, Monza, Modena, Pisa, Foroni, Woman Sassari, Bologna, Agliana, per poi diventare allenatrice. È stata anche assessore allo sport e ai servizi sociali a Correggio e consigliere provinciale a Reggio Emilia. Ha coraggiosamente scelto di curare il libro di autore anonimo: “Giocare con le tette” (Compagnia Editoriale Aliberti) a proposito del quale ha dichiarato: “Un progetto molto sentito e su cui abbiamo fatto diverse riflessioni, e abbiamo poi scelto questo titolo pensando potesse essere efficace. Emerge ancora un forte pregiudizio nel calcio femminile, legato al fisico, al corpo. All’estero il calcio femminile è un movimento di massa, ma in Italia siamo indietro decenni. ‘Il calcio non è sport per signorine’, diceva il famoso mediano, Guido Ara, nel 1909, ma oggi, passati cent’anni, non sembra sia cambiato molto”.

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