19.11.2022

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19.Nov.2022 H: 18:30

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Il posto della guerra

Si laurea con lode in scienze politiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore dove ora è professore ordinario di relazioni internazionali oltre ad insegnare “Studi strategici” presso la facoltà di economia all’Università della Svizzera italiana (USI) a Lugano. Fa parte del Gruppo di riflessione e indirizzo strategico del Ministero degli affari esteri e insegna presso la scuola di formazione della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Già editorialista dei quotidiani La Stampa (dal 2008 al 2012), Avvenire (dal 1999), Il Sole 24 Ore (2013), attualmente collabora con il Messaggero.

I suoi ambiti di ricerca riguardano principalmente le relazioni transatlantiche, le politiche di sicurezza in Medio Oriente e nel Mediterraneo e il rapporto tra politica ed economia nelle trasformazioni del sistema globale.

Alla Fondazione Mirafiore il professor Parsi terrà una lezione dal titolo “Il posto della guerra” che prende spunto dal suo nuovo libro. Con lui cercheremo di capire com’è potuto capitare, oggi, nella “civile Europa”, lo scempio a cui stiamo assistendo.

In quasi 80 anni il nostro continente è riuscito a costruire, insieme agli Stati Uniti e ai loro alleati democratici nel Pacifico, quell’ordine liberale che ha mutato l’orizzonte del sistema internazionale. Oggi ci sfugge che la possibilità di escludere la guerra come prospettiva deriva dalla credibilità e dalla sopravvivenza di quell’ordine, di quell’assetto politico e istituzionale che rappresenta sia la cornice del quadro, dipinto con pazienza, delle relazioni pacifiche e cooperative europee e atlantiche, sia il prodotto della trasformazione dell’ambiente del secondo dopoguerra, dove le democrazie erano una sparuta minoranza. Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, dopo l’Ucraina è il solo modo per non ritrovarsi davanti a un disegno infranto senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Perché se c’è una cosa che la fiera resistenza del popolo ucraino ci sta insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo per cui valga la pena di vivere.